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benvenuti su livesalento.com
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Scritto da Administrator
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Sunday, 16 September 2007 20:43 |
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 E adesso? Dopo il V-day? La parola è ai cittadini. Ogni Meetup, ogni gruppo può, se vuole, trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. I cittadini devono entrare in politica direttamente. Per la loro tutela e per quella dei loro figli. I Comuni decidono della vita quotidiana di ognuno di noi. Possono avvelenarci con un inceneritore o avviare la raccolta differenziata. Fare parchi per i bambini o porti per gli speculatori. Costruire parcheggi o asili. Privatizzare l’acqua o mantenerla sotto il loro controllo. Dai Comuni si deve ripartire a fare politica con le liste civiche. Le liste che aderiranno ai requisiti che pubblicherò sul blog tra qualche giorno avranno la certificazione di trasparenza “beppegrillo.it”. Tra i requisiti ci saranno, ad esempio, il non essere iscritti a partiti ed essere incensurati. Le liste potranno comunque chiamarsi come gli pare ed essere autonome nella loro azione. Ci potranno anche essere più liste in una stessa città. Le liste certificate saranno pubblicizzate dal blog e messe in condizione di scambiarsi informazioni e esperienze attraverso una piattaforma comune on-line che sarà messa a disposizione, sempre attraverso il blog. Io non parteciperò a nessuna manifestazione nei prossimi mesi. Non sto promuovendo la presentazione di nessuna lista civica, né locale, né nazionale. La loro voce i partecipanti del V-day non la prestano a nessuno. Sono i megafoni di sé stessi. I cittadini che si fanno politica. Per le liste civiche rimanete sintonizzati sul blog. Stay tuned.
www.beppegrillo.it |
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Il ricordo di Sabra e Chatila |
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Scritto da Administrator
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Saturday, 15 September 2007 17:55 |
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Le pareti della sala in cui viene accolta la delegazione italiana del Comitato “Per non dimenticare Sabra e Chatila” (la cui missione quest’anno è stata dedicata anche al fondatore del comitato stesso, il collega Stefano Chiarini scomparso recentemente), sono tappezzate di foto degli abitanti del campo profughi palestinese massacrati 25 anni fa.
Un dolore che non passa. E’ circa mezzogiorno, il tetto di lamiera trasuda calore, i due ventilatori posti ai lati gettano folate di aria calda. La stanza è stipata di persone. In prima fila ci sono le vedove del massacro, tutte velate con in mano i ritratti dei propri figli, mariti e fratelli sterminati. Una di loro, all’improvviso, si alza e piangendo comincia a urlare in arabo. Si chiama Hamali, avrà circa sessant’anni: ha perso quattro figli nel massacro, due li ha ritrovati per la strada del campo senza testa. Il suo grido di dolore, come di chi ha una ferita ancora aperta e sanguinante, pietrifica la sala, un’onda di commozione la percorre, anche l’interprete, Samir, fatica a riprendere a parlare, si scusa. Eppure chissà già quante volte avrà assistito a scene come questa. Ma il dolore di questa donna, è così vivo, così straziante, che ogni discorso, ogni tentativo di consolazione perde significato. La commemorazione dell’eccidio del 16 settembre 1982 ha toccato il suo momento più vero: tutto il resto, la marcia, la cerimonia ufficiale, la deposizione della corona di fiori nel luogo che ricorda il massacro, si svuotano di significato, diventano un corollario. Ma ricordare è importante. “Iniziative come questa – ha detto Qassen Aina, il coordinatore delle Ong palestinesi e arabe in Libano - servono a riportare l’attenzione sulla situazione dei campi profughi palestinesi. Il quadro di crescente tensione creatosi dopo i fatti di Nahr el-Bared (il campo profughi che dal 20 maggio è teatro di scontri tra il movimento islamico estremista di Fatah al Islam e l’esercito libanese e che ha costretto 15.mila palestinesi a scappare nel vicino campo di Beddawi creando una situazione di emergenza umanitaria), ci conferma la necessità di azioni che riportino l’attenzione dei media, dell’opinione pubblica mondiale sulla situazione che vivono i profughi palestinesi in Libano, le discriminazioni di cui sono vittime e sul riconoscimento del loro diritto al ritorno”. |
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Convertitevi all'islam, non si pagano le tasse |
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Scritto da Administrator
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Sunday, 09 September 2007 20:52 |
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Osama bin Laden non compare mai per caso. Dopo tre anni dalla sua ultima apparizione lo sceicco del terrore ritorna con un video, che i cosiddetti esperti ritengono autentico. Alla vigilia del sesto anniversario dell'attentato alle Torri gemelle il ricercato numero uno manda un messaggio, indirizzato ai cittadini statunitensi, in cui parla di Iraq e capitalismo e li invita a convertirsi all'islam.
Nel filmato di 30 minuti il sedicente Osama, munito di barba nera dall'aspetto posticcio, appare assai diverso dal look mostrato nella sua ultima apparizione dell'ottobre 2004; a quest'ultimo aveva fatto seguito un messaggio audio, mai video. Predica il fallimento del capitalismo e della “cultura dell'Olocausto” occidentale, e offre la ricetta per la salvezza: “abbracciare l'Islam”. Il filmato era stato preannunciato gioverdì da un sito islamista -oggi chiuso- ed era finito nelle mani degli analisti della Cia che ne avevano fatto trapelare parte dei contenuti. Oggi la tv satellitare al Jazeera ne ha trasmesso alcune immagini. Nel messaggio, che viene divulgato non a caso pochi giorni prima del sesto anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001, colui che dovrebbe essere il ricercato numero uno parla a ruota libera di diverse questioni di attualità. |
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